Nastro Livedesign.

Evento innovativo, gioco live collettivo che mette in scena, con tono irriverente e ironico, i valori e le tematiche che ci fanno amare il design italiano.

Il design che hai in mente.
Energia pura, contaminazione di stili, apertura mentale e rottura delle regole sono i valori che uniscono Nastro Azzurro e il mondo del design.
Nastro Livedesign è un evento innovativo, un gioco live collettivo che mette in scena, con tono irriverente e ironico, questi valori e le tematiche che rendono il design italiano amato in tutto il mondo. 
 
Nel corso della settimana del design di Milano, per tre giorni, presso la NABA (Accademia di formazione in arti e design) di Milano, designer affermati e giovani promesse, artisti, performer, fotografi e registi, affiancati da giovani creativi, si sono confrontati sul fare design come esperienza “in tempo reale” affrontando, in un continuo scambio di soluzioni e scenari possibili, tre tematiche centrali della progettazione: il comunicare, l’ospitare e l’abitare.
Un vero e proprio work-show-live di tre giorni per raccontare l’approccio italiano al design che, oltre il progetto, è un modo creativo d’interpretare e comunicare, di trasmettere emozioni e promuovere relazioni.
Nastro Live Design, Teaser.
Anticipazione di Nastro Livedesign alla stampa e ai media on-line.
Nastro Livedesign. Giorno uno: il design per abitare.
Fare design italiano è inventare racconti, tessere reti, progettare esperienze ed emozioni da condividere immaginando sempre nuovi luoghi e nuovi scenari.
Designer affermati e nuovi talenti hanno provato a progettare spazi abitativi e modi di abitare, cercando di farsi interpreti dello spirito creativo del nuovo design italiano. 
 
Workshop.
 
Do knit yourself
a cura di: Nicoletta Morozzi.
 
Un incontro per costruire una maglia o una scusa per incontrarsi? Un modo per progettarsi e cucirsi intorno il proprio modo di abitare, la casa più prossima. Lavorare a maglia non è riesumare la tradizione, ma emanciparsi da essa e porsi in una maniera più personale rispetto al design. L’incontro si inserisce nel progetto Do knit yourself, curato da Nicoletta Morozzi con Naba e Pittimmagine, che nel corso dei mesi sta diventando un vero e proprio movimento internazionale di creatività spontanea in pieno stile italiano.
Si occupa di design, moda e comunicazione. Ha collaborato come redattrice a riviste ed è stata curatrice di mostre sulla moda e il design. Dagli anni ‘90 collabora con lo studio Andrea Branzi. È docente al Politecnico di Milano e al Naba di Milano. 
 
Tramezzini Multigusto
a cura di: Diego Grandi con la partecipazione di Alberto Artesani e Stefano Gaggero.
 
Il design italiano si occupa dell’abitare sottolineando una cura non solo della forma degli oggetti, ma anche dei loro materiali, delle loro palette cromatiche, delle loro finiture, textures e superfici. Diego Grandi vuole ragionare sul gusto dell’abitare italiano, dove il termine non è duplice nella sua accezione di gusto estetico e di gusto alimentare. Si inventeranno nuove esperienze di design e di abitare sperimentando sulle superfici, sullo spazio e sul cibo.
Architetto e designer della nuova generazione orienta la sua ricerca sull’interior e sul “surface design”, in particolare sullo sviluppo di nuove textures decorative. Famosi il suo progetto di Wallpaper “Le Module”, ispirato alle piante architettoniche di Le Corbusier e selezionato dal Victoria & Albert Museum di Londra, e la collezione di tappeti satellitari e tessuti biologici “Mapper” presentati alla Biennale Internazionale di Design di Saint-Etienne. Nel 2002 crea DGO, studio di progettazione che si occupa di interior e product design. 
 
Dj Rob Swift, X-Ecutioners/Fat Beats (Stati Uniti).
Capace di comunicare e stupire a colpi di scratch, il newyorkese Rob Swift è un caso in cui virtuosismo tecnico e musicalità convivono. Fin dai primissimi anni ’90 Swift è considerato uno dei più grandi turntablist, da solo o insieme al gruppo che è andato a formare con altri maghi del vinile (X-Menprima,X-Ecutionerspoi). Particolarmente interessanti gli album “SoulfulFruit” del 1997 e “War Games” del 2005, oltre le collaborazioni con artisti come Herbie Hancock o l’ex Faith No More Mike Patton.
 
Nastro Livedesign. Giorno due: il design per ospitare.
Il design italiano nasce dalla partecipazione dei sensi all’estetica dei prodotti, ma anche dalla performance dell’esperienza. Siamo l’unico paese al mondo in grado di fare design con gli odori, con i suoni, con i colori, con i sapori... facendo diventare memorabile l’esperienza laddove queste dimensioni emozionali convergono e si compenetrano.
Performer che investigano il mondo del design ma anche del food, del sound e dell’arte, proveranno a progettare nuovi spazi multisensoriali pensati per ospitare e accogliere.
 
Workshop.
 
Circo-stanze.
a cura di: Peter Bottazzi.

L’esperienza dell’ospitare è iscritta nel DNA delle case italiane, che nascono e si compongono intorno all’apertura verso l’esterno. L’incontro, che è anche ascolto, avviene non solo con le persone, ma anche con le stanze e con gli oggetti che raccontano ognuno la storia del luogo e dei suoi abitanti. Peter Bottazzi proverà a far raccontare agli oggetti l’esperienza dei luoghi.
Performer di fama internazionale. Interessato alla sperimentazione e all’integrazione costante tra differenti realtà espressive comelamusica,l’arte,ildesign, laluce. La sua ricerca si esprime in architetture temporanee e installazioni dal forte coinvolgimento sensoriale.
 
Cibohost
a cura di: Ciboh.

Le più sperimentali progettiste di food design nel panorama italiano inviteranno a riflettere su quanto il gusto non sia solo una qualità alimentare, ma anche e soprattutto culturale, sociale, per- formativa e creativa. Si può fare design con gli ingredienti per una cena? Si può fare una cena con gli oggetti di design? Questo non è più un problema, ma una nuova scommessa del design italiano. Food designer e stiliste, il gruppo Ciboh inventa e riprogetta il cibo e i suoi sapori, creando forme, abiti e suggestioni, pensando e realizzando eventi e performance. Hanno fatto del food la loro materia di ricerca, proponendo un nuovo e personalissimo approccio alla “progettazione del cibo”, che va oltre il singolo piacere del gusto. 
 
Mobile City
a cura di: Cliostraat.

Il design italiano ha come formazione metodologica e creativa la medesima dell’architettura e dell’urbanistica. Una città italiana ha una dimensione complessa e spazialmente superiore a quella di un mobile: il racconto dei salti di scala risulta interessante, oltre che divertente, da sperimentare. I migliori oggetti del design italiano diventano, nel workshop del gruppo Cliostraat, scenari per salti di scala dal micro al macro in grado di ospitare abitanti di misura anomala, storie improvvisate, esercizi di creatività e fantasia.
Cliostraat é un gruppo di giovani designer e architetti che vive e lavora a Torino.
Nato nel 1991, opera da subito nel panorama internazionale puntando sulla contaminazione tra differenti discipline come arte, architettura e design. La ricerca del gruppo Cliostraat è incentrata principalmente sull’esplorazione di possibilità alternative e approcci innovativi nel mondo del design e dell’architettura al fine di tracciare nuovi immaginari urbani.
 
B-Q
Light Dinner a cura di: Arabeschi di Latte.

Qualità come parola d’ordine per un banchetto di cibi freschi e bio dove le persone interagiscono scegliendo i prodotti direttamente da un display, come in un mercato, dove dettagli sono derivati dall’immaginario del fast food. Sapori autentici, senza compromessi sulla qualità e nemmeno sulla quantità. Il progetto presentato, chiamato “BIG-Quality”, parte della loro ricerca “fame digitale” incentrata sul potere dell’immagine nel cibo.
Gruppo di creative fondato nel 2001. La felicità come condizione possibile è un punto fondamentale della loro ricerca. Attraverso strategie creative e modelli funzionali alternativi Arabeschi di Latte cerca di rispondere a bisogni e piaceri basilari attivando forme di socialità e convivialità. Fino ad oggi ha portato avanti un’operazione trasversale che con una certa freschezza si è inserita in contesti diversi: dall’arte alla moda, dal design e l’architettura alla cucina. Arabeschi di Latte è composto da cinque architetti: Francesca Sarti, Alessandra Foschi, Silvia Allori, Francesca Pazzagli, Francesca Sorgato.
 
Cor Veleno (Sony BMG Ricordi H2O - Metatron - Italia).
Rap capitolino, impatto rock e attitudine hip hop. Sono sulla scena da più di dieci anni e hanno cominciato a calcare i palcoscenici nella prima metà degli anni ’90, facendo parte del nucleo
hip hop romano che ha dato vita a Piotta e Colle Der Fomento. Col nuovo millennio Primo, Grandi Numeri e Squarta hanno iniziato una fortissima ascesa nel ranking della scena rap nazionale. Hanno aperto concerti nei palasport di artisti come Linea 77, Jovanotti e 50 Cent. Cercati da una major, la Sony BMG, hanno inciso un disco come “Nuovo Nuovo” che stanno presentando in giro live per l’Italia, con grandissimo successo.
 
http://www.corveleno.com
Otolab (Italia).
Collettivo multiforme di videoartisti di estrazione milanese, riunisce persone di background differenti. Marchio di fabbrica delle loro performance è la capacità di legare le immagini agli stili della componente sonora, che può passare con fluidità dall’elettronica sperimentale alla techno, dal dub alle sonorità industriali. Tra i riconoscimenti ai loro lavori il primo premio alla rassegna Netmage nel 2003, con “Quartetto.swf”.
 
Nastro Livedesign. Giorno tre: il design per comunicare.
Il marchio Italia, un brand culturale ed estetico così forte e indiscutibilmente di qualità che si distingue sui mercati mondiali non solo per i suoi prodotti più iconici, ma anche per il suo genio comunicativo ironico e provocatorio, ingrediente essenziale per trasformare un prodotto in un successo. 
 
Today’s the day the teddybears have their picnic
a cura di: Claudio Sinatti, musiche di Andrea Gabriele.

L’incontro è mirato alla produzione collettiva di un ambiente mixmediale. Lo spazio che ospita l’evento verrà ricalcato e ricostruito digitalmente per poi essere ritrasmesso su se stesso sotto nuova forma. Un’operazione di trasformazione percettiva dell’ambiente, un gioco che sfrutta nuove tecnologie ed antichi anamorfismi per immergere il pubblico in una favola tridimensionale.
Artista multimediale, video performer e regista di numerosi videoclip per artisti come 99 Posse, Neffa, Carmen Consoli, Arti- colo 31, Alex Britti, Alexia, Eiffel 5, Sarah Jane Morris, Africa Unite... Focalizza principalmente la sua ricerca su performance mixmediali, installazioni e film sperimentali. 
 
De-sign
a cura di: Paola Di Bello.

Dove vanno a finire gli oggetti che non hanno più utilità? Bergson poneva questa stessa domanda e rispondeva metafisicamente: ‘quando ha smesso di essere utile comincia ad essere, semplicemente’. Paola Di Bello prova a interrogarsi sul concetto di design, e in particolare di design italiano, partendo da un suo progetto Concrete Island, una serie di fotografie a grandezza naturale di mobili, oggetti di casa, sedie, ecc. trovati per strada o buttati via con cui prova a dare uno spazio vuoto cambiando continuamente prospettiva.
 
Vita da cani
a cura di: Tanja Solci.

Cani, gatti, uccellini, pesci, iguana, pappagalli sono abitanti delle nostre case e talvolta i veri padroni. L’idea che le case italiane sono popolate non solo da umani, ma anche da animali, da macchine, da entità virtuali che sempre di più partecipano alle vite è un tema emergente. Come si relaziona un cane con una caffettiera? E con un divano di pelle? E con una sedia degli Eames?
E come si progetterebbero oggetti da far utilizzare a umani e animali? Un cane preferisce una chaise longue o un tappeto peloso? Tanja Solci prova a farsi raccontare da cani e padroni abitudini e storie intorno al design.
 
Nastro Livedesign. Booklet.

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