Metamorph.

Con la Biennale Architettura di Venezia, in viaggio intorno al mondo alla scoperta dell'architettura contemporanea.

In viaggio con l'architettura.
In collaborazione con la 9.Mostra Internazionale dell’Architettura, un progetto per mettere in relazione i ragazzi con alcuni dei grandi protagonisti dell’architettura contemporanea. L’obiettivo: riuscire a far loro respirare l’aria degli studi, vedendo i processi creativi mentre erano in atto, così da capire come gli architetti e il loro staff concepiscono e realizzano i progetti. 
Una task force di ragazzi scelti in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, accompagnata da un gruppo di operatori, ha viaggiato tra Bilbao, Parigi, Barcellona, New York e Madrid per incontrare Federico Soriano, Odile Decq, lo studio EMBT, Peter Eisenman e Juan Navarro Baldeweg. Il risultato è un viaggio, cinque workshop, un volume edito da Marsilio e uno spazio internet che racconta la loro esperienza, il loro lavoro e apre una finestra sull’architettura contemporanea vista attraverso gli occhi dei suoi più giovani fruitori.
Metamorph. Il libro.
Metamorph. In viaggio con l'architettura contemporanea, Marsilio.
 
Contributi di Kurt Foster (Direttore della 9.Biennale Architettura), Maurizio Vitta (docente di storia e cultura del progetto nella Facoltà del Design del Politecnico di Milano), Fulvio Scaparro (psicologo e psicoterapeuta), Vanna Iori (professore ordinario di pedagogia generale e sociale presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Anna Barbara (ricercatrice presso il campus di Piacenza del Politecnico di Milano). Copertina flessibile, 176 pagine.

Il libro è disponibile su Amazon.
 
Metamorph. Workshop.

Federico Soriano: l'architettura come racconto.
Prima tappa del nostro viaggio: Madrid e il progetto di Palacio Euskalduna di Bilbao.
Soriano ci racconta le tante storie che hanno accompagnato la nascita del Palazzo dei Congressi e della Musica, che abbiamo visitato a Bilbao. Nei laboratori, abbiamo osservato e misurato
con il corpo e con la voce gli ambienti della hall e dell'auditorium per poi rielaborare il tutto in forma di racconto.
Odile Decq: l'equilibrio instabile.
Seconda tappa: eccoci a Parigi per scoprire con la Decq il suo progetto per il Macro di Roma. Da lei capiamo come la citta sia profondamente legata al progetto per il Museo d'Arte Contemporanea i cui spazi, all'interno della fabbrica Peroni, sono stati trasformati mischiando tutti gli elementi caratteristici di Roma. 
Nei laboratori, abbiamo sperimentato la disarticolazione di una superficie proprio come ha fatto Odile con la terrazza-giardino del Macro, abbiamo creato dei punti di fuga verso l'infinito ispirandoci agli ambienti del museo e abbiamo esplorato Parigi con un selettore visivo. 
La "casa" di EMBT.
Terza tappa: Barcellona e la copertura del Mercato di Santa Caterina. 
La storia di questo progetto e anche la storia familiare di Enric Miralles e Benedetta Tagliabue, la coppia di architetti che ha reinventato la topografia del centro storico di Barcellona, creando uno spazio pubblico sospeso. Spunti creativi delle nostre attivita di laboratorio sono stati: la tecnica della ri-composizione attraverso il collage fotografico, l'esplorazione delle superfici in tensione e la creazione di un nuovo orizzonte. 
Peter Eisenman: vedere ciò che non c'è.
Quarta tappa: New York e la Reinhardt Haus di Berlino.
Eisenman ci racconta come l'architettura possa provocare sensazioni di disorientamento visivo nell'osservatore e costringerlo a rivedere i suoi punti di riferimento.
Nei laboratori abbiamo prima osservato l'architettura della Reinhardt Haus, per poi elaborare con strumenti diversi delle forme continue e complesse che ci hanno fatto comprendere meglio il suo lavoro.
Juan Navarro Baldeweg: la luce come materia prima.
Quinta e ultima tappa del nostro viaggio: Barcellona e la Universidad Pompeu Fabra.
La luce e la forza di gravità sono gli elementi centrali dei progetti di Navarro. Esse creano un'atmosfera vitale che riguarda il rapporto dell'architettura con lo spazio percettivo circostante. Luce e gravità sono anche le parole chiave dei laboratori: gli spunti creativi per la realizzazione di installazioni e giochi al limite dell'equilibrio.

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